CIRL Edilizia Artigianato Veneto: definito l’EVR per il 2025



Gli importi sono calcolati applicando la percentuale del 4,5% ai minimi retributivi


Il 18 marzo è stato sottoscritto da Confartigianato Imprese Veneto, CNA Veneto, Casartigiani Veneto e Feneal-Uil Veneto, Filca-Cisl Veneto, Fillea-Cgil Veneto il verbale di accordo che definisce gli importi dell’EVR nell’anno 2025.
 Innanzitutto, è stato stabilito che tutti e cinque i parametri nel confronto tra anno edile 2024 rispetto al 2023 sono risultati positivi.
 L’ importo da erogare è calcolato applicando la percentuale del 4,5% ai minimi in essere e verrà erogato per 12 mensilità da aprile 2025 a marzo 2026.




































TABELLA PER OPERAI – IMPIEGATI E APPRENDISTI (APP. PROFESSIONALIZZANTE)
  Importo annuale Importo mensile
impiegati 7 livello 1.076,52 89,71
impiegati 6 livello 959,64 79,97
impiegati e operai 5 livello 799,80 66,65
impiegati e operai 4 livello 745,68 62,14
impiegati e operai 3 livello 693,24 57,77
impiegati e operai 2 livello 622,92 51,91
impiegati e operai 1 livello 533,16 44,43

Viene, inoltre, specificato che  l’azienda potrà verificare i parametri aziendali (numero ore denunciate in EDILCASSA VENETO e qualora un solo parametro risulti pari o positivo rispetto all’ anno precedente, l’azienda erogherà l’E.V.R. al 50%.

Sicurezza sul lavoro: chiarimenti dell’INL su sanzioni e macchinari

Pubblicati chiarimenti come previsto dall’accordo Stato Regioni del 27 luglio 2022 (INL, circolare 18 marzo 2025, n. 2668).

In coerenza con quanto disposto dall’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e di Bolzano n. 142 del 27 luglio 2022 e a seguito del confronto tecnico avvenuto tra l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) e il Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro, l’Ispettorato ha fornito alcuni chiarimenti sulle modalità di applicazione delle sanzioni ai precetti riconducibili alla stessa categoria omogenea e su alcuni aspetti riguardanti le macchine ricadenti nel regime ante direttiva 89/392/CEE. 

In particolare, riguardo al primo aspetto, infatti, il datore di lavoro deve provvedere affinché i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di sicurezza indicati nell’allegato IV al D.Lgs. n. 81/2008. Ogni punto dell’allegato IV disciplina i requisiti di sicurezza con riferimento a una classe di interessi riguardanti l’ambiente di lavoro (ad esempio, stabilità e solidità al punto 1.1, altezza, cubatura e superficie al punto 1.2, pavimenti, muri, soffitti, finestre e lucernari dei locali scale e marciapiedi mobili, banchina e rampe di carico al punto 1.3 ecc.). Pertanto, tutti i precetti che sono ricompresi in ogni singola classe di riferimento, in quanto raggruppati sulla base di un criterio selettivo finalizzato alla tutela di un comune interesse specifico o requisito di sicurezza (la stabilità e la solidità oppure le vie di uscita e di emergenza oppure le porte e portoni ecc.) rientrano nella stessa categoria omogenea.
L’INL chiarisce dunque che la violazione di più precetti rientranti in una medesima categoria (ad esempio 1.1.1 e 1.1.7) non dà luogo ad un concorso materiale di illeciti ma a una violazione unica.

Viceversa, la violazione di più precetti rientranti in diverse categorie (ad esempio 1.1.1 e 1.2.6) comporta la violazione di più illeciti. Il datore di lavoro deve anche valutare i requisiti di sicurezza posseduti dall’attrezzatura di lavoro in base all’allegato V del medesimo decreto legislativo, applicabile per le macchine prodotte e utilizzate prima del 21 settembre 1996.
Nell’ambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro ritiene talvolta opportuno affidarsi, per la verifica di tale conformità, a un tecnico abilitato, il quale attesta la rispondenza dell’attrezzatura di lavoro ai requisiti previsti all’allegato V del D.Lgs. n. 81/2008.
A riguardo, l’Ispettorato evidenzia che il legislatore non ha previsto, in capo al datore di lavoro, alcun obbligo in tal senso; di conseguenza, la mancanza dell’attestazione a firma di un tecnico abilitato per le attrezzature “ante direttiva” 89/392/CEE non costituisce presupposto per accertarne la non conformità ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V. Pertanto, in sede di ispezione, si dovrà verificare, oltre alla corretta valutazione dei rischi, la conformità ai requisiti generali di sicurezza di cui all’allegato V. 

Macchine ante D.P.R. n. 459/1996

Per quel che concerne le macchine e le attrezzature costruite e/o immesse sul mercato antecedentemente all’entrata in vigore del D.P.R. n. 459/1996, l’Ispettorato evidenzia che non sono soggette alla redazione da parte del costruttore del libretto di uso e manutenzione, obbligo introdotto dalla richiamata normativa e ribadito dal successivo D.Lgs. n. 17/2010.
Quindi, l’INL ritiene non obbligatoria la redazione integrale del manuale di uso e manutenzione, ma è necessario che il datore di lavoro predisponga schede tecniche/procedure o istruzioni operative, nelle quali siano riportate le norme comportamentali e le misure di sicurezza adottate e le indicazioni indispensabili a garantire la sicurezza dei lavoratori (allegato V, punto 9.2, D.Lgs. n. 81/2008).

CIPL Terziario Rimini: siglato accordo per le assunzioni a tempo determinato per ragioni di stagionalità

Le Parti Sociali hanno individuato i periodi di effettiva stagionalità dal 15 marzo al 31 ottobre 2025

Il giorno 13 marzo 2025 si sono incontrati Confcommercio Imprese per l’ltalia della Provincia di Rimini e Filcams-Cgil Rimini, Fisascat-Cisl Romagna e Uiltucs-Uil Emilia Romagna, per confrontarsi in merito alla sottoscrizione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle aziende che applicano il vigente CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi, che, pur non esercitando attività di carattere stagionale secondo quanto previsto dall’elenco allegato al DPR 7 ottobre 1963, n. 1525, necessitano di gestire picchi di lavoro riconducibili a ragioni di stagionalità. 
In applicazione di quanto previsto dall’art. 75 del CCNL TDS sono stati individuati i seguenti periodi di effettiva stagionalità: dal giorno 15 marzo al giorno 31 ottobre 2025. Tale durata è da considerarsi sperimentale per la stagione 2025. Dopo una prima fase di monitoraggio sull’utilizzo di tali contratti e delle specifiche ulteriori esigenze di flessibilità nell’impiego di risorse lavorative nei diversi ambiti del territorio provinciale, le Parti tramite apposito ed ulteriore accordo potranno individuare ulteriori periodi e/o territori comunali o porzioni di territori.
Le Parti Sociali hanno inoltre precisato che i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati per ragioni di stagionalità, ai sensi dell’art. 75 del CCNL TDS in vigore, sono esclusi da limitazioni quantitative ai sensi dell’art. 23, co. 2, lett. c), D.Lgs. n. 81/2025, nonché limitazioni di durata del rapporto, da limitazioni sugli intervalli temporali previsti e dalla necessita di dover apporre le causali per proroghe e rinnovi.

Ebav Veneto: contributo per l’adesione al fondo di previdenza complementare



Entro il 30 aprile 2025 è possibile presentare la domanda per ottenere il contributo una tantum 


L’Ente Bilaterale Artigianato Veneto offre un contributo, unico e non ripetibile, per ogni nuova iscrizione di un lavoratore a fondo previdenza complementare negoziale del comparto artigiano nell’anno 2024.
Il contributo varia in relazione all’età anagrafica del dipendente alla data di iscrizione/adesione con TFR al fondo previdenza complementare negoziale del comparto artigiano.


















Categoria Contributo Requisiti
Metalmeccanici Orafi Odontotecnici a) €500 una tantum per dipendente

b) €300 una tantum per dipendente

a) Dipendente under 35 anni

b) Dipendente con 35 anni compiuti

Alimentaristi Panificatori Trasporto merci a) €300 una tantum per dipendente

b) €200 una tantum per dipendente

a) Dipendente under 35 anni

b) Dipendente con 35 anni compiuti

Comunicazione Concia a) €200 una tantum per dipendente

b) €100 una tantum per dipendente

a) Dipendente under 35 anni

b) Dipendente con 35 anni compiuti

CCNL Gas: avviate le trattative per il rinnovo

Al centro del dibattito l’aumento salariale di 315,00 euro complessivi per il triennio 2025-2027

Le OO.SS. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno reso noto, con una nota stampa del 19 marzo 2025, l’incontro con i rappresentanti delle associazioni datoriali Utilitalia, Proxigas, Assogas e Anfida per il rinnovo del CCNL Gas Acqua, che vede impiegati circa 50mila addetti in quasi 600 aziende. Il contratto è scaduto il 31 dicembre scorso. Al centro del confronto, la richiesta economica avanzata dalle Sigle all’interno della piattaforma rivendicativa che consiste in un aumento pari a 315,00 euro complessivi (Tec) sul parametro di riferimento, per il triennio 2025-2027. Inoltre, i Sindacati si sono soffermati anche sulla riduzione dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali e sono intenzionati a definire, prima della chiusura delle trattative, alla revisione del sistema classificatorio. 
Non mancherà anche un approfondimento sulla formazione del personale e su percorsi per rafforzare le norme sui temi della salute, sicurezza, ambiente, intelligenza artificiale, parità salariale di genere e genitorialità. Nei giorni a venire sono previsti altri appuntamenti al fine di accelerare e chiudere la trattativa quanto prima. 

Fondo Fasie: attivo il pacchetto di screening dermatologico

Fino al 15 novembre gli iscritti potranno prenotare una visita in convenzione con SiSalute

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Energia FASIE ha comunicato che è nuovamente disponibile il pacchetto di prestazioni dedicato alla prevenzione dermatologica in collaborazione con SiSalute. Gli esami di screening sono essenziali perché consentono di rilevare in tempo eventuali patologie e di valutare tempestivamente processi di cura, che evitino l’aggravarsi di stati patologici, tutelando così la salute dell’individuo.
Gli iscritti al Fondo, fino al 15 novembre 2025, possono effettuare senza alcun costo a loro carico presso una delle strutture sanitarie convenzionate con SiSalute:
– una visita specialistica dermatologica;
– un esame in epiluminescenza (mappatura nevi).
Il Fondo ricorda inoltre che è possibile usufruire del pacchetto una sola volta all’anno e che è possibile prenotarlo accedendo alla propria Area Riservata oppure contattando la Centrale Operativa. 

CCNL Metalmeccanica Piccola Industria: dopo l’incontro con Unionmeccanica-Confapi esteso lo sciopero

Dall’incontro sono emerse distanze tra la Parte datoriale e le Sigle che hanno esteso la mobilitazione a tutte le aziende Unionmeccanica-Confapi

Con un comunicato congiunto del18 marzo le OO.SS. Fim, Fiom e Uilm hanno fatto il punto su accaduto nel corso del quarto incontro, avvenuto il 17 marzo, con Unionmeccanica-Confapi per discutere del rinnovo contrattuale del CCNL Metalmeccanica Piccola Industria, scaduto il dicembre scorso. Al centro del dibattito i punti chiave della piattaforma: salario, riduzione dell’orario di lavoro, mercato del lavoro e molto altro. 
Per quel che concerne l’aspetto retributivo, la parte datoriale ha avanzato una proposta che, secondo quanto evidenziato dalle Sigle, andrebbe oltre la previsione Ipca-Nei, senza però fornire dati certi sia in termini di costi che di tempistiche. Inoltre, Unionmeccanica si è detta disponibile a considerare la clausola di garanzia ma, neppure in questo caso, ha dato indicazione circa i termini. Mentre, per quel che concerne l’elemento perequativo, l’incremento economico è legato all’andamento Ipca-Nei e la sua erogazione dovrebbe tenere in considerazione la presenza di eventuali welfare aziendali. Per i sindacati, questa proposta viene considerata limitativa. 
Fumata nera anche in materia di riduzione dell’orario di lavoro, in prima battuta si dovrebbe decidere per la riduzione a livello aziendale e in seguito nazionale; stessa cosa per la regolamentazione del mercato del lavoro. Infatti, per la limitazione dei contratti non a tempo determinato e per i percorsi di stabilizzazione non è stata data disponibilità alla presa in considerazione delle richieste, tanto meno alla definizione di un Protocollo di Partecipazione. 
Alla luce di quanto emerso dall’incontro, le Sigle hanno deciso di estendere la giornata di sciopero prevista per il 28 marzo anche a tutte le aziende Unionmeccanica-Confapi. 

Disabilità: la nuova procedura per la trasmissione dei dati socio-economici

Illustrate le nuove modalità che possono essere gestite dall’assistito successivamente all’invio del certificato medico introduttivo (INPS, messaggio 18 marzo 2025, n. 950).

L’INPS informa che, a seguito dell’accertamento della condizione di disabilità, la trasmissione dei dati socio-economici può essere effettuata dall’assistito successivamente all’invio del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore, accedendo al nuovo servizio rilasciato sul Portale dell’Istituto, denominato “Dati socio-economici prestazioni di disabilità”.

In effetti, il D.Lgs. n. 62/2024 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 15/2025, ha riformato anche i criteri e le modalità dell’accertamento della condizione di disabilità, affidandola in via esclusiva su tutto il territorio nazionale all’INPS a partire dal 1° gennaio 2027. Tuttavia, la separazione tra l’accertamento e la verifica delle condizioni socio-economiche è rimasta invariata.

Attraverso il nuovo servizio, i soggetti in possesso di identità digitale SPID almeno di Livello 2, CNS o CIE 3.0 possono autocertificare e trasmettere le proprie condizioni reddituali, familiari, lavorative e ogni altra informazione richiesta dall’INPS per consentire la verifica del diritto all’eventuale prestazione economica riconosciuta.

La stessa modalità può essere utilizzata dalle associazioni di categoria.

Gli istituti di patronato possono utilizzare, invece, il servizio tramite il “Portale dei Patronati” (con le modalità indicate nel messaggio INPS n. 4684/2023).

Infine, l’Istituto comunica che per le domande di invalidità civile inoltrate entro il 31 dicembre 2024 negli ambiti territoriali interessati dalla sperimentazione avviata dal 1° gennaio 2025, nonché in tutti gli altri ambiti non ancora coinvolti nell’attuazione della riforma, si continuerà a utilizzare per l’inserimento dei dati socio-economici la procedura attuale, tramite accesso al seguente servizio: “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”.

CCNL Scuola: sequenza contrattuale sul contratto di ricerca

L’importo del contratto di ricerca non può essere inferiore al  trattamento iniziale spettante al ricercatore

Il 18 marzo è stato sottoscritto dall’ARAN e da Cisl-Fsur, Flc-Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal,Gilda Unams, Anief il CCNL relativo alla sequenza contrattuale sul Contratto di ricerca ex art. 22 L, n. 240/2010. 
Viene, innanzitutto, stabilito che l’importo del contratto non può comunque  essere inferiore al  trattamento iniziale spettante al ricercatore confermato a tempo definito e non può  essere superiore al trattamento iniziale spettante al ricercatore confermato a tempo  pieno.
Inoltre viene precisato che i contratti di ricerca non danno luogo a diritto di accesso al ruolo dei soggetti ex art. 22 L.240/2010, né possono essere computati ai fini di cui all’art. 20 D.lgs  25 maggio 2017, n. 75.

Al via la prestazione universale per gli ottantenni

Firmato il 21 febbraio 2025 dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro dell’economia e delle finanze il decreto che disciplina le modalità di attuazione (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, comunicato 18 marzo 2025).

Il 21 febbraio scorso è stato firmato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro dell’economia e delle finanze il decreto che disciplina le modalità di attuazione della “prestazione universale”, istituita in via sperimentale per gli anni 2025 e 2026 dagli articoli 34 e seguenti del D.Lgs. n. 29/2024 (Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane). Al momento, il decreto è all’esame degli Organi di controllo per la registrazione.

In sostanza, dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2026 le persone anziane (con età di almeno 80 anni), con un livello di bisogno assistenziale gravissimo e con ISEE in corso di validità non superiore ai 6.000 euro possono fruire della “prestazione universale”, una nuova misura sperimentale che integra l’indennità di accompagnamento già riconosciuta con un “assegno di assistenza”, di importo massimo pari a 850 euro mensili, finalizzato a remunerare il lavoro di cura e assistenza svolto da lavoratori domestici ovvero ad acquisire servizi di supporto alla domiciliarità e all’autonomia forniti da imprese e professionisti qualificati.

In particolare, mediante il citato assegno, o beneficiari potranno acquisire servizi prestati da lavoratori domestici, servizi di tipo socioassistenziale (di cura e igiene della persona, di lavanderia, di confezionamento-distribuzione di pasti a domicilio, di cura e aiuto alla gestione dell’abitazione, di accompagnamento a visite, per lo svolgimento di piccole commissioni e per il disbrigo di pratiche amministrative) e servizi di tipo sociale (sostegno relazionale, di aiuto al mantenimento di abilità pratiche, di sostegno psicologico-educativo, di telesoccorso e teleassistenza).

Il riconoscimento e l’erogazione della prestazione universale sono gestiti dall’INPS.